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Behinderten-Wohnheim Haus Landolfi, Poschiavo

Poschiavo, 2003
Projektwettbewerb im offenen Verfahren. 4. Rang

L’intervento progettuale ha preso le mosse dalla costatazione dei valori storici, architettonici ed urbanistici del complesso edilizio, costituito dalla tipica casa tradizionale con parte abitativa e parte agricola. Di particolare importanza è stato ritenuto il mantenimento della parte principale dell’edificio denominata palazzo, mentre si è optato per la demolizione dell’ala agricola, priva del valore storico della prima. E‘ stato quindi creato, per ospitare parte delle funzioni previste dal programma, un nuovo edificio che si integra con il palazzo esistente senza per questo cercare una sua imitazione. La nuova costruzione infatti si pone come continuazione e conclusione del corpo edilizio esitente, che senza la parte agricola risulta incompiuto, di cui riprende sia i materiali sia il rapporto tra pieni e vuoti, ma declinandoli in un’architettura moderna essenziale e lineare. Attraverso questa aggiunta si viene a creare un complesso edilizio compatto, con una copertura unica, che si inserisce nel tessuto urbano del Borgo in modo coerente, rispettando la tipologia tradizionale. Per quanto riguarda l’organizzazione degli spazi interni nella parte di nuova costruzione è stata creata una struttura base molto linare ripetuta per tutti e tre i piani, in modo da rendere più semplice e razionale il processo costruttivo; nella parte esistente invece si è cercato di intervenire il meno possibile, operando soprattutto degli accorgimenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

I due gruppi abitativi si collocano al secondo piano, uno nella parte vecchia e uno in quella nuova, separati tra di loro dalla camera degli operatori, che in questo modo si viene a trovare in una posizione ottimale per la sorveglianza degli ospiti. I locali comuni si trovano invece al primo piano, dove sono ubicate anche due camere di riserva per gli ospiti; al piano terra oltre ai locali di servizio si propone un appartamento di tre stanze che può essere messo a disposizione di un operatore o di un guardiano, oppure affittato a terzi. Al pian terreno della parte vecchia trova posto il negozio che, sfuttando uno scambio delle cantine con la compropietaria, si sviluppa in un percorso attraverso più locali caratteristici, che culmina nella vista della copertura a volta dell’ingresso principale della casa Landolfi; inoltre può usufruire del cortile per eventuali espozizioni all’aperto in occasioni particolari.

Per garantire alla compropietaria un accesso autonomo al proprio appartamento viene creata nell’atrio d’entrata una parete vetrata che separa il vano scala esistente, che in questo modo diventa di uso esclusivo della signora Le-Merre-Semadeni; ciò rende possibile la demolizione delle scale che dal primo piano dell’appartamento privato salgono al secondo, aumentandone la superficie. Le scale esistenti inoltre sarebbero state proibitive per gli ospiti disabili, motivo che ha portato alla creazione di un nuovo vano scala con annesso ascensore agibile alle sedie a rotelle. Sempre per tutelare i diritti dei portatori di handicap, le finestre dei due nucei abitativi sono poste ad una quota tale da garantire uno sguardo anche verso il basso dall’interno all’esterno.